lunedì 15 giugno 2015

Sono già passati quindici anni dall'inizio del secolo e del nuovo millennio. Festeggiamenti grandiosi per accoglierli ma è nulla è cambiato rispetto ai vecchi. Subito si è visto un nuovo approccio alla brutalità. Mi riferisco agli attentati terroristici. Nel primo anno immediatamente il più spettacolare: quello alle torri gemelle. Si è innescato subito un sistema di ritorsione ottenendo come unico risultato la nascita di nuovi pericolosi bubboni. Se vogliamo subito fare un resoconto di questi quindici anni, dobbiamo riconoscere che l'umanità non è certo migliorata anzi sembra che siano escogitati sempre nuovi orrori. In ogni campo ci troviamo a tracciare un consuntivo in perdita. La politica non riesce ad arginare nuovi attacchi e nuove guerre, la diplomazia è sempre più incapace, l'economia a rotoli ci ha gettato in una crisi peggiore di quella del '29, la società è sempre più impazzita e così potrei continuare.

In Italia ce la vediamo con una crisi che non passa, con migranti che non riusciamo ad arginare, con scandali e ruberie al di sopra di ogni aspettativa, la corruzione è dilagante, in Europa contiamo sempre meno. Che dire oltre che non c'è da stare allegri e che il nuovo secolo è quasi peggiore di quello passato: potrei essere accusato di pessimismo eccessivo ma se vogliamo essere onesti, occorre dire che questa è la realtà. Qualcosa naturalmente c'è di positivo ma è troppo poco e si perde nel marasma generale delle negatività. Continuiamo a sperare che in un qualche giorno possa avvenire un ravvedimento generale. Ne abbiamo bisogno ma, se non si abbandoneranno egoismo e bramosie, sarà veramente una guerra persa dall'inizio.

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