domenica 21 giugno 2015

Forse è stato sempre così ma di certo in questo momento il mondo intero pare impazzito. Non vado in ordine d'importanza a enunciare tutto ciò che mi turba ma in modo casuale.
Quello dell'islam è un problema di cui ho già parlato ed è enorme. I grandi però lo trascurano e non prendono una posizione comune per agire in modo energico e in fretta.
Abbiamo di nuovo un rigurgito a destra con i populismi che comporta. Ungheria, Polonia e adesso anche la Danimarca stanno tornando indietro verso un modo di pensare che ricorda il secolo passato. Ovunque ristanno costruendo muri. Tutti hanno dimenticato come s'inneggiò per la caduta di quello di Berlino ma ora li rifanno. Forse quello di Berlino doveva rimanere in piedi: amara considerazione questa.
La Francia rifiuta l'accoglienza ai migranti che son costretti a soggiornare sugli scogli a Ventimiglia di fronte al confine. La civilissima Francia dimentica le responsabilità che ha avuto nel produrre il fenomeno. La perdita Albione non si smentisce: non accetterà nessuno ma non è lei che per secoli ha costruito la sua fortuna sfruttando popoli vari? Adesso che chiedono aiuto si isola. Bene. Complimenti per la congruenza. La Grecia è sul baratro e nessuno sembra offrirle veramente un aiuto. Ma che Europa è questa?
Andando dall'altra parte dell'oceano abbiamo i soliti esaltati che imbracciano le armi e sparano per provocare una guerra contro i neri. Ancora bisogna sentire queste cose e ancora, in quel paese dove si esalta la libertà, non si fa una legge per limitare l'acquisto di armi. D'altra parte che libertà sarebbe se non posso entrare in un negozio, comprare un fucile ed entrare in una chiesa per uccidere quanti più neri possibile raccolti indifesi in preghiera? Lo hanno preso: spero che lo mettano in galera in un braccio dove sono detenuti solo neri. Visto ciò che succede nelle carceri, potrebbe essere un modo per fargli aprire la mente.
Veniamo infine da noi. Ho già detto sulla piaga della corruzione. Oggi sotto il giornale e in prima pagina trovo foto del family day. Che vezzo questo di adoperare termini inglesi, come se noi avessimo una lingua povera! Una frase mi ha colpito. "qui per amore dei nostri figli. Difendiamo i nostri figli". Ma che significa? Quale pericolo corrono i loro figli? Chi gli vuole impedire di costruire una famiglia? E poi i signori benpensanti e urlanti son proprio del tutto sicuri che tra i loro figli non ci siano delle persone che, per propria natura, si sentono attratte verso il loro stesso sesso e vorrebbero godere del diritto di fare una famiglia anche loro come tutti? E se tornando a casa, un figlio o una figlia presentasse loro una persona di ugual sesso con cui intende passare la vita? Cosa farebbero o direbbero? Per cosa hanno manifestato? Amano veramente i figli? E se li amano sarebbero in grado di accettare la realtà?
E poi questa famiglia a cui si aggrappano e che esaltano che fine ha fatto? Son quasi tutte sfasciate: il modo in cui si è strutturata la società rende il mantenimento della famiglia tradizionale sempre più difficile. Ma qui si protesta contro. Contro cosa non si sa. Chi mai gli vuole togliere qualcosa? E allora perché si ergono a giudici e non vogliono che unioni d'amore possano essere riconosciute? Mistero della fede. Anche la cattolicissima Irlanda l'ha capito ma noi no e scendiamo in piazza per protestare e per togliere diritti agli altri. Mistero della fede. Amen.



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