Dal 4 Settembre non ho scritto nulla su
questa specie di diario. L'avevo detto. Mi deprimevo scrivendo solo brutture.
Che forse adesso è cambiato qualcosa? Si possono scrivere notizie meno
inquietanti? Assolutamente no ma sentivo il bisogno di sfogarmi.
- Parliamo prima di fatti italiani. Il
teatrino continua. Cambiano i personaggi, si ripetono proclami di grandi
cambiamenti ma le cose rimangono sempre le stesse. Non siamo credibili. Siamo
noi che abbiamo inventato la commedia dell'arte e continuiamo col nostro
teatrino. In un paese dove per far crescere il pil bisogna conteggiare le
attività sommerse o in nero non c'è alcuna speranza. In un paese litigioso in
cui ognuno deve dire la sua anche se poco diversa com’è possibile fare in
fretta delle riforme? Un paese dove a pagare tutte le tasse siano solo
dipendenti e pensionati non può crescere. Un paese dove ci si accanisce nei
confronti degli onesti che hanno commesso un piccolo errore e non si vuol
vedere chi ruba con continuità e spavalderia dove può andare? Non ha un gran
futuro e le differenze si accentueranno sempre di più. Facciamo un esempio. Un
signore che lascia, dopo anni e anni di guadagni faraonici, una grande e
illustre società perché deve andarsene portando con sé un piccolo capitale. È
stato calcolato che un operaio avrebbe dovuto lavorare più di 900 mesi per
raggiungere quella cifra. Ma è giusto tutto ciò? Si può dire e parlare della
sua bravura, che la società è privata ecc. ma questo è solo un esempio. In
quanti altri casi potremmo vedere simili esagerazioni? E allora come si ristabilisce,
non dico l’eguaglianza ma almeno una parvenza di equità? Forse solo se tutti
cominciassero a pagare ciò che devono, forse se non ci fossero guadagni
spropositati di troppa gente senza particolari meriti, forse se si abbandonasse
da parte di chi conta un po' del proprio orgoglio per pensare al bene comune,
forse se tutti guardassero agli onesti e non ai furbetti, forse se..... ma
basta, è inutile, sto entrando nell'utopia.
- E all'estero? Che dire? I guai son
seri. Si continua nella barbarie più orrida tornando indietro nel tempo.
L'odio, l'invidia, il desiderio di primeggiare a costo di ogni cosa, la furia
che non può essere definita bestiale perché è solo umana, non muoiono mai.
Caino è sempre tra noi e sempre in azione.
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