venerdì 8 agosto 2014

Leggere o scrivere notizie in questo periodo mi deprime fortemente. A parte qualcosa che di tanto in tanto accade a singoli non c'è nulla che vada bene. Ecco perché non aggiorno più questo blog.
Oggi però voglio raccontare una storiella. Non so come chiamarla diversamente. Questa storiella è reale ma indicativa per descrivere in che paese viviamo e di quale pasta sia fatta la grande maggioranza dei cittadini di questo sfortunato paese.
Si è venuto a creare un posto in un ambito non essenziale ma di prestigio con visibilità all'estero. Posto sicuramente ben remunerato anzi probabilmente eccessivamente remunerato. Il pretendente alla carica (chissà perché ci sono tanti che vedono solamente lui per l'assunzione) nel momento in cui ha fatto dichiarazioni d'intento (poco innovative e povere di contenuto) se n’è uscito con una frase veramente fuori luogo, di stampo razzista. In questo caso la frase oltre che essere inopportuna in generale in questo caso è particolarmente vergognosa vista la funzione che il tizio dovrebbe occupare. Se poi accadono fatti gravi in questo campo è inutile lamentarsi se dall'alto arrivano simili esempi! Detto ciò continuiamo la storia. Come era naturale, anzi auspicabile, diverse voci dissenzienti si sono levate a protestare chiedendo anche, come sarebbe opportuno, un passo indietro. Macché, in Italia questo non accade: in qualsiasi altro paese civile il tizio, dopo le doverose scuse, si sarebbe nascosto per la vergogna. Qui no. Lui insiste, non è razzista, era una battuta, ma imperterrito mantiene sempre più fermamente la sua candidatura. Non ci si vergogna mai. Sarà come dichiari, era una battuta ma se ambisci a certi posti devi essere ben attento a ciò che fai o anche solo dici. Non puoi andare in giro per il mondo dicendo battute o simili fesserie. Hai sbagliato? Scusate e ti togli di mezzo se hai ancora un po' di parvenza di dignità. Tutto però inutile in questo sfortunato paese; un comportamento serio, responsabile, onesto non è dato di richiederlo a gente di tale fatta. Come finirà la telenovela? Il tizio assurgerà comunque alla carica desiderata senza alcuna vergogna, anzi con la pretesa di essere nel giusto? Viste le cose come vanno probabilmente sì. Naturalmente con disgusto e neanche più sorpresa da parte degli organismi simili internazionali. E vissero tutti gabbato e senza vergogna alcuna. Fine della storiella.
Se mai qualcuno leggerà il mio scritto potrebbe chiedersi: perché soffermarsi su questo? Non è una cosa così importante!

È vero, lo so perfettamente, ma la storiella si adatta benissimo per descrivere l'italico costume: ciò che ho narrato è molto più comune di quanto non si creda e valido in ogni campo, purtroppo per noi. Povera e serva Italia! Lo diceva Dante ma da allora nulla è cambiato.

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