lunedì 21 luglio 2014

Forse mi sbaglio ma l'idea che certe cose possano sentirsi solo in Italia diviene sempre più forte. A cosa mi riferisco? Il solito innominabile ha riacquistato il sorriso e la solita baldanza: di nuovo mi dà l'impressione di essere una iena ridens (ho sempre pensato che questo sorriso significhi: anche stavolta ve l'ho messo al culo e voi siete tutti contenti). Ma non è questo, sono le oscene richieste dopo l'assoluzione in appello (molto probabilmente, però, dovrà passare anche il terzo giudizio per essere completamente scagionato). Già dovevamo fare attenzione al campanello di allarme e avremmo subito capito: perché tanti proclami per ribadire che le riforme vanno comunque avanti? Ma non abbiamo prove e le sentenze si accettano. Tutti noi le accettiamo meno lui che non accetta quella precedente dopo tre gradi di giudizio in cui era condannato definitivamente: infatti, continuava non a chiedere ma a pretendere la grazia. Fortunatamente dall'alto è giunto un secco diniego. Ora, però, nuove pretese: cambiare una legge per potersi presentare di nuovo, dopo la riorganizzazione delle proprie armate. Qualcuno poi dice: dovrebbe essere ripagato per tutto quello che ha dovuto sopportare! Niente di più ridicolo. Ci dimentichiamo che per il reato precedente ha avuto una condanna la più risibile della storia, quasi che l'Italia fosse un paese da operette o ci si trovasse nel bel mezzo di una farsa, e che in sospeso ci sono ancora diverse accuse che lo vedono protagonista di scandalosi processi. Che dire di più? Speriamo che la sua rivincita non sia troppo amara per noi, che già abbiamo dovuto sopportare tanto.
Purtroppo questa mia speranza può essere equiparata a quella per la quale vinca immediatamente il buonsenso nei tre focolai pestiferi nel mondo: contro il fanatismo non è possibile sentire ragioni e le notizie che pervengono ogni giorno, sono sempre più tragiche.
Teniamoci la iena ridens, è meglio. Ma non scordiamo Sant'Elena.


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