Forse mi sbaglio ma l'idea che certe cose possano sentirsi solo in
Italia diviene sempre più forte. A cosa mi riferisco? Il solito innominabile ha
riacquistato il sorriso e la solita baldanza: di nuovo mi dà l'impressione di
essere una iena ridens (ho sempre pensato che questo sorriso significhi: anche
stavolta ve l'ho messo al culo e voi siete tutti contenti). Ma non è questo,
sono le oscene richieste dopo l'assoluzione in appello (molto probabilmente,
però, dovrà passare anche il terzo giudizio per essere completamente
scagionato). Già dovevamo fare attenzione al campanello di allarme e avremmo
subito capito: perché tanti proclami per ribadire che le riforme vanno comunque
avanti? Ma non abbiamo prove e le sentenze si accettano. Tutti noi le
accettiamo meno lui che non accetta quella precedente dopo tre gradi di
giudizio in cui era condannato definitivamente: infatti, continuava non a
chiedere ma a pretendere la grazia. Fortunatamente dall'alto è giunto un secco
diniego. Ora, però, nuove pretese: cambiare una legge per potersi presentare di
nuovo, dopo la riorganizzazione delle proprie armate. Qualcuno poi dice:
dovrebbe essere ripagato per tutto quello che ha dovuto sopportare! Niente di
più ridicolo. Ci dimentichiamo che per il reato precedente ha avuto una
condanna la più risibile della storia, quasi che l'Italia fosse un paese da
operette o ci si trovasse nel bel mezzo di una farsa, e che in sospeso ci sono
ancora diverse accuse che lo vedono protagonista di scandalosi processi. Che
dire di più? Speriamo che la sua rivincita non sia troppo amara per noi, che
già abbiamo dovuto sopportare tanto.
Purtroppo questa mia speranza può essere
equiparata a quella per la quale vinca immediatamente il buonsenso nei tre
focolai pestiferi nel mondo: contro il fanatismo non è possibile sentire
ragioni e le notizie che pervengono ogni giorno, sono sempre più tragiche.
Teniamoci la iena ridens, è meglio. Ma non
scordiamo Sant'Elena.
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