venerdì 4 aprile 2014

Per una volta sono in accordo con l'ex comico sfasciatutto. Se fossi stato nei panni del presidente della Repubblica, non avrei ricevuto al Colle il pregiudicato. Costui è andato a chiedere di essere tutelato, anche se sembra che abbia ricevuto una risposta negativa. Ma perché costui pretende ciò? Chi è e cosa ha fatto per essere al di sopra delle regole? Cosa ha fatto lo sappiamo altrimenti non si troverebbe in queste condizioni, per il resto si affida al consenso popolare. Saranno anche tanti coloro che lo apprezzano ma bisogna anche pensare a diverse cose.
1) Il consenso è stato dato prima che venisse definitivamente condannato per frode fiscale (non è cosa da poco);
2) Molti probabilmente per quello che ho detto non gli darebbero più alcuna fiducia;
3) Tanti, ma proprio tanti, hanno interessi con lui o perché sono al suo seguito e hanno paura di perdere la gallina dalle uova d'oro o perché appartengono alla miriade notevolissima di aziende nelle quali si configura come datore di lavoro (che abnorme conflitto d'interesse!) o infine per semplice comodità, ignoranza o fascinazione.
Io dico che il popolo può sbagliare e se uno è a lui favorevole ce ne sono tre che non lo sono. Ma il popolo intero non dovrebbe pretendere che la legge sia uguale per tutti? E poi il popolo talvolta acclama con entusiasmo ma si finisce male. Questo è già successo ed è possibile che la storia non lo abbia insegnato?

Ora cosa succede? L'intera nazione si trova sotto la sferza di un pregiudicato che, invece di ritirarsi con dignità, minaccia di non fare approvare riforme necessarie, sempre promesse e mai portate a termine, che potrebbero finalmente innescare il meccanismo della ripresa. Con buona pace di tutti i cittadini onesti che se avessero commesso un reato simile, anche minimo, si ritroverebbero già da tempo nelle patrie galere. Ma in quale nazione viviamo? La nostra è democrazia? Non mi esprimo in merito, non voglio intristirvi ancora di più.

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