lunedì 3 marzo 2014

Le notizie provenienti dall'Ucraina sono sempre più sconvolgenti. Speriamo che la ragione torni a prevalere.
Non voglio, quindi, parlarne e mi rifugio in qualcosa di futile che però posso considerare una bella notizia.
Il film di Sorrentino ha vinto l'oscar per il miglior film straniero. Questa notizia mi ha veramente rallegrato perché il premio può diventare un nuovo trampolino di lancio per il cinema italiano: non è cosa da poco, l'industria cinematografica è importante per l'Italia tutta e per Roma.
Il film è bello, un po' difficile ma occorre valutarlo dopo attenta riflessione: è vero che presenta in modo impietoso i difetti e la cafonaggine degli italiani, però questo è ciò che passa il convento e il regista, anche sceneggiatore insieme con altri, non si riferisce solo a Roma ma all'intera Italia della quale, è bene non dimenticarlo, è la capitale. La volgarità e la pochezza delle persone sono contrapposte a quello di cui dovremmo essere orgogliosi e che dovremmo esaltare e curare con attenzione. Mi riferisco a "La grande bellezza", in questo caso rappresentata dalla bellezza di Roma. Essa è là, sempre presente, eterna, immutabile, silenziosa; osserva dall'alto della sua grandezza le nostre vicende e basterebbe solo alzare gli occhi a guardarla per sentirla parlare e ciò che dice arricchisce il nostro animo e la nostra mente. È bello che questo lo abbia provato e descritto un napoletano a Roma e che all'estero si sia potuto apprezzare ciò che la maggioranza di noi italiani e romani trascura e fa finta di non vedere. Chissà se l'oscar riuscirà a smuovere un po' le nostre coscienze e farà capire alla classe politica italiana che questa bellezza è una grande risorsa che andrebbe esaltata, curata, sfruttata. Essa è il nostro oro nero ma nessuno lo capisce.
La vittoria dell'oscar mi ha dato anche una piccola soddisfazione personale: avevo previsto fin dal suo "le conseguenze dell'amore", (film che mi rifiutavo di vedere per una sorta di antipatia che m'ispirava la locandina, ma che poi ho apprezzato, non tanto per la trama che continua a infastidirmi, ma per la tecnica costruttiva delle immagini, per il modo di filmare, insomma per la capacità di vero autore del regista) che era nato un nuovo cineasta il quale avrebbe rinverdito i fasti del cinema italiano. I premi che ha vinto con i suoi film e in particolare con "La grande bellezza” mi danno ragione.
Tutto ciò mi rallegra ma dietro una bella notizia c'è sempre qualche piccolo neo. Non voglio, però, parlarne ora, rimando il discorso a domani.
Continua....

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