Le notizie provenienti dall'Ucraina sono sempre più
sconvolgenti. Speriamo che la ragione torni a prevalere.
Non voglio, quindi, parlarne e mi rifugio in qualcosa di
futile che però posso considerare una bella notizia.
Il film di Sorrentino ha vinto l'oscar per il miglior film
straniero. Questa notizia mi ha veramente rallegrato perché il premio può diventare un
nuovo trampolino di lancio per il cinema italiano: non è cosa da poco,
l'industria cinematografica è importante per l'Italia tutta e per Roma.
Il film è bello, un po' difficile ma occorre valutarlo dopo
attenta riflessione: è vero che presenta in modo impietoso i difetti e la
cafonaggine degli italiani, però questo è ciò che passa il convento e il
regista, anche sceneggiatore insieme con altri, non si riferisce solo a Roma ma
all'intera Italia della quale, è bene non dimenticarlo, è la capitale. La
volgarità e la pochezza delle persone sono contrapposte a quello di cui
dovremmo essere orgogliosi e che dovremmo esaltare e curare con attenzione. Mi
riferisco a "La grande bellezza", in questo caso rappresentata dalla
bellezza di Roma. Essa è là, sempre presente, eterna, immutabile, silenziosa;
osserva dall'alto della sua grandezza le nostre vicende e basterebbe solo
alzare gli occhi a guardarla per sentirla parlare e ciò che dice arricchisce il
nostro animo e la nostra mente. È bello che questo lo abbia provato e descritto
un napoletano a Roma e che all'estero si sia potuto apprezzare ciò che la
maggioranza di noi italiani e romani trascura e fa finta di non vedere. Chissà
se l'oscar riuscirà a smuovere un po' le nostre coscienze e farà capire alla
classe politica italiana che questa bellezza è una grande risorsa che andrebbe esaltata,
curata, sfruttata. Essa è il nostro oro nero ma nessuno lo capisce.
La vittoria dell'oscar mi ha dato anche una piccola
soddisfazione personale: avevo previsto fin dal suo "le conseguenze
dell'amore", (film che mi rifiutavo di vedere per una sorta di antipatia
che m'ispirava la locandina, ma che poi ho apprezzato, non tanto per la trama
che continua a infastidirmi, ma per la tecnica costruttiva delle immagini, per
il modo di filmare, insomma per la capacità di vero autore del regista) che era
nato un nuovo cineasta il quale avrebbe rinverdito i fasti del cinema italiano. I
premi che ha vinto con i suoi film e in particolare con "La grande bellezza”
mi danno ragione.
Tutto ciò mi rallegra ma dietro una bella notizia
c'è sempre qualche piccolo neo. Non voglio, però, parlarne ora, rimando il discorso a domani.Continua....
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